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Direttore del giornale "L'Italia"

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Il 6 gennaio 1955, il nuovo arcivescovo, Giovanni Battista Montini fa il suo ingresso nella diocesi di Milano e subito affida a Lazzati alcune importanti diaconie ecclesiali.
I rapporti che si sono creati tra Montini e Lazzati evidenziano una reciproca stima e fiducia, dobbiamo pensare che tra loro ci fosse anche una convergenza di idee al punto che il 30 aprile 1961, "L'Italia" pubblica una lettera nella quale l'Arcivescovo di Milano comunica a mons. Colombo, presidente della Società proprietaria del giornale, la nomina di Lazzati a direttore del quotidiano della Curia milanese.
L'incarico dato a Lazzati è un preciso segnale di un cambiamento d'indirizzo culturale e pastorale, per vivere con profondo senso ecclesiale, l'evento annunciato da Giovanni XXIII: l'indizione di un Concilio ecumenico ed i profondi cambiamenti strutturali e antropologici che la società italiana sta vivendo.
Come fu per l'impegno politico, anche in questa circostanza Lazzati accolse questo compito con qualche timore ma in virtù della sua sensibilità e disponibilità verso le necessità alle quali era chiamato, non si sottrasse a questa esperienza impegnativa.
Durante questo incarico, che si protrasse fino al 23 luglio 1964, il suo impegno fu notevole e possono confermarlo la fitta corrispondenza con i lettori, lo testimoniano le oltre tremila lettere che Lazzati scrisse per rispondere ai lettori; nello stesso tempo la sua dedizione è riconosciuta dai giornalisti della redazione e dagli editorialisti chiamati a collaborare al giornale.
Non mancarono momenti di incomprensione con qualche lettore che non condivideva il suo pensiero, gli furono di conforto i settimanali incontri con l'arcivescovo per esaminare il ruolo del giornale ma anche per riflettere sui segni dei tempi.
Rimangono a testimonianza della profonda preparazione culturale, politica e teologica di Lazzati i 185 articoli scritti durante la sua permanenza al giornale.