L'Istituto Secolare "Cristo RE"
"GIUSEPPE LAZZATI: UNA SCELTA E UNA PROPOSTA DI VITA" di Armando Oberti

Continuando ad essere fedele all'impegno tipico dell'«Associazione Santo Stanislao» di partecipare ad un corso annuale di esercizi spirituali, Giuseppe Lazzati nel mese di maggio del 1931 frequentò un corso presso la casa dei passionisti in Caravate..
Predicatori eccezionali: padre Agostino Gemelli e mons. Francesco Olgiati. Fu l'occasione per un approfondimento della scelta dello stato di vita e per una conseguente decisione così formulata:

« 1 maggio 1931 - 10 venerdì del mese. Ho scelto come mio stato la vita del celibato. Sento in ogni momento la grandezza e la sublimità di questa grazia di Dio giacché, grazie alla castità, potrò unirmi più a Lui, cui consacro anima e corpo, ed esercitare apostolato più largo ed efficace. Debbo però ricordare che su tale via si deve camminare nella preghiera continua e nel sacrificio. M'assistano la grazia di Dio e la Mamma celeste!»

La scelta allora fatta comportò l'adesione al «Sodalizio Missionari della Regalità», fondato da Gemelli nel 1929, un'associazione di laici consacrati all'apostolato.
Di quel periodo conosciamo pochi dati.

Lazzati nel 1931 iniziava il noviziato; arrivava nel 1934 alla consacrazione. Dopo l'interruzione del 1932 dovuta al servizio milltare, riprendeva a frequentare regolarmente anno dopo anno il corso di esercizi spirituali.

Un momento cruciale per l'associazione gemelliana è il 1937.
In quell'anno prevale nel sodalizio la posizione di coloro - di cui è pensabile Lazzati possa esser stato il leader - che ritengono che il sodalizio stesso debba essere sostanzialmente luogo di formazione, teso a sostenere e stimolare la vita interiore degli associati per l'esercizio di un apostolato laicale da esercitare ciascuno là dove si trova a vivere e operare senza essere legato a nessuna opera e a nessuna specifica formula di Apostolato: nè l'Università cattolica, nè l'Azione cattolica, quindi.

Gemelli accetta nel 1937 il prevalere di questa posizione. Ma la riflessione successiva lo porta a ritenere che tale posizione produce un vero e proprio snaturamento del suo progetto. Così, a neppure un anno di distanza pone a tutti i membri del sodalizio un vero e proprio aut aut.

Che Lazzati sia stato uno dei principali sostenitori della linea risultava prevalente nel 1937 è suggerito dal fatto che il 19 maggio 1938 Gemelli gli scrisse una lettera accompagnando la bozza di una circolare che intendeva inviare ai sodali.
In tale circolare, poi spedita a tutti i sodali il 30 maggio 1938 Gemelli riconosceva che l'anno precedente aveva accettato
« [...] le osservazioni di coloro tra voi che affermavano che il sodalizio non deve essere legato alle opere, ma provvedere esclusivamente alla vita interiore dei singoli. E per la stessa indulgenza e debolezza io mi sono lasciato trascinare da molti di voi a deformare l'idea ispiratrice del sodalizio.»

Gemelli, costatato che la linea prevalsa finiva per non risultare più funzionale a ciò che riteneva dovesse essere quella ispiratrice e istitutrice dell'associazione, richiamava chiaramente gli scopi specifici del sodalizio così concludendo: « Invito tutti coloro che oggi sono nel nostro pio sodalizio ad un esame di coscienza indispensabile e che si concreta in una questione: «Io ho, o non ho, la vocazione per questo sodalizio? […] Non si tratta di accettare la materialità di un articolo o di uno statuto. Questo sarebbe un'impostura e un tradimento. Si tratta dì avere lo stato d'animo che permetta di vivere lo statuto secondo lo spirito che lo informa. [...] Per la festa del sacro Cuore, giorno 24 giugno, attendo le vostre risposte».

Gemelli, indubbiamente, aveva colto il problema di fondo. La diversità tra la sua idea, il suo progetto e l'idea di Lazzati supponeva l'esistenza di due vocazioni differenti.
Due vocazioni distinte che, peraltro, in generale, supponevano e facevano riferimento a due modalità diverse di vivere la laicità cristiana e rivelavano, in profondità, due modi di concepire il laicato cristiano.

È in quei pochi giorni - tra il 19 maggio ed il 24 giugno 1938 - che intercorrono tra la circolare di Gemelli e la risposta di Lazzati che si consuma uno dei momenti critici, decisivi, per Lazzati.
Conoscendo Lazzati, è evidente che non è in quei giorni di maggio-giugno 1938 che egli costruisce una linea di pensiero e un progetto di vita, sintesi di un modo di concepire e di praticare la vita cristiana.
Tale linea era già formata in lui. Esistevano già in lui connvinzioni profonde ed egli sapeva esprimerle in modo convincente. La maturità a Lazzati era tale già allora da aver indotto l'associazione di Gemelli a un mutamento di rotta.

Quei pochi giorni costituiscono, però, un momento decisivo perché è allora che Lazzati decide - e Dio sa con quanto sforzo spirituale e con quanta tensione interiore - che la linea che è venuta costruendosi come comprensione non semplicemente a una propria vocazione, ma, molto di più, di una propria vocazione come componente di un piano, di un'economia (il piano e l'economia della creazione e della redenzione), non è né componibile né compatibile con quella indicata e voluta da Gemelli per il sodalizio da lui creato.

Una decisione difficile non solo spiritualmente e intellettualmente, perché si tratta di dire no a un uomo Gemelli - con il quale ha da tempo un rapporto stretto, profondo e che ha avuto un ruolo specialissimo nella sua scelta della laicità consacrata.
Si tratta di dire no a una linea seguita da un gruppo col quale ha condiviso un'esperienza spirituale e intellettuale di grande profondità.
Decisione difficile anche umanamente, perché con tali persone egli dovrà continuare ad avere un rapporto frequente sia nel suo impegno nell'Università, sia nel suo impegno apostolico nell'Azione cattolica. Si tratta di dire un no - e Lazzati ne è consapevole - che coinvolgerà anche altri. Altri che, come lui, sono parte del sodalizio e che, avendo fiducia in lui e sentendolo come punto di riferimento, si uniranno al suo no.

Mi pare di poter dire, ragionevolmente, che tutti questi elementi spirituali, psicologici, pratici, debbono essere stati vagliati in profondità da Lazzati in quei giorni.